
Due cinghiale ci hanno stravolto la vita. La storia di Bianca.
Eravamo in gita di piacere io e Bianca il 2 Giugno 2024, dovevamo trattenerci dall’amata zia “Rock” che ci avrebbe fatto divertire e ci avrebbe fatte stare con i nostri amati cavalli, ma così non andò.
L’incidente
Un suono sordo percosse la nostra macchina il primo testacoda, poi il rumore degli airbag…da lì il buio. Mi sveglio sommersa da polveri e tessuto, chiamo Bianca che anche lei si sveglia piangendo…”Ok, piange…” esclamai tra me e me “E’ viva!”…scesi dalla macchina, sganciai la cintura di sicurezza, presi Bianca dal seggiolino e chiamai disperata il 118. Non sapevo il posto preciso dove ci trovassimo, una buon’anima si fermò e parlò con l’operatore del 118 per comunicare il punto esatto dell’incidente. Da lì provai a chiamare il mio compagno che rispose dopo un po’ di tentativi, arrivò con l’ambulanza dove venimmo caricate con celerità, e portate all’Ospedale Belcolle di Viterbo. Entrammo in una stanza, parlavano di TAC, EMORRAGIE INTERNE,PERDITA DELL’OCCHIO SINISTRO…non avevano i macchinari adatti e decisero di chiamare l’elisoccorso che ci portò in pochissimi minuti al Gemelli di Roma dove la presero in carico in TIP (Terapia intensiva pediatrica).Un minuto sembrava un’eternità, sentivo Bianca urlare, sentivo che mi chiamava…ma non avevo notizie dai medici. Dopo un paio d’ore (Credo!) uscì la dottoressa che da li a breve diventò uno dei miei punti saldi: la Dottoressa Silvia Maria Pulitanò.
Mi spiegò con molta determinazione e semplicità la gravissima condizione di Bianca, lesione midollare cervicale, lesione lombare che avevano causato la paralisi del braccio e della gamba destra, ed erano in attesa dell’oculista reperibile per valutare la situazione dell’occhio, nel frattempo il Chirurgo pediatrico mise 4 punti alla bocca di Bianca…riuscii a parlare con lei, provai a parlarle per farla calmare ma senza successo, era arrabbiata, nervosa e piena di dolore che, dopo la valutazione dell’oculista che ci rincuorò dicendoci che l’occhio era solo gonfio per la botta, cominciarono a sedare Bibi per la sua sicurezza, in attesa del collare pediatrico da sostituire con quello della spianale, e del busto fatto a posta per lei.
L’attesa e l’incontro con la TIP
Passavano i giorni, Bianca venne intubata perché anche il suo polmone destro aveva risentito della botta e non ventilava…mi colpevolizzavo ogni giorno per non essere io al suo posto, i sensi di colpa mi annientavano…ma non ero sola, avevo Bianca che mi trasmetteva la sua innata forza e tutto lo staff della mia TIP, nessuno escluso, mi spiegavano, mi rincuoravano, mi insegnavano, mi davano la forza di reagire sempre di più ed io mi affidai a loro, insieme alla mia bambina.
I giorni passavano lenti e sempre lentamente Bianca dava i primi segni di miglioramento, dopo 4 giorni di collare pediatrico cominciò a muovere la mano destra, e dopo 8 giorni dal busto cominciò a muovere anche il piede e successivamente la gamba…in alcuni momenti pensavo di essere io ad immaginare i movimenti che chiamavo qualsiasi infermiere o medico di turno…mi rincuoravano che non fossi pazza, Bianca stava riprendendo le sue capacità motorie, il polmone le dava ancora filo da torcere ma ero convinta che la mia bambina ce la facesse anche a tornare a respirare da sola…e così fu! Dopo 48 ore in posizione prona il suo polmone decise di collaborare, i medici avevano debellato la Polmonite e un batterio nelle vie aeree che Bibi aveva preso nei primi 15 giorni di degenza, l’apporto d’ossigeno diminuiva giorno dopo giorno fino a quando, un sabato pomeriggio come tanti il medico di turno quel Pomeriggio decise di togliere sedazioni e intubazioni…era sabato 22 Giugno quando il Dottor. Tortorolo svegliò la mia bambina, era la seconda volta che lo vedevo e mi svoltò non solo la giornata, ma la vita. La Dottoressa Silvia era in ferie quando Bianca si svegliò, ma so che tutto lo staff la aggiornava giorno per giorno, e sapere che lei sapesse anche se non era presente mi faceva bene al cuore…Passavano i giorni, Bianca cominciò a parlare, a bere e successivamente a mangiare, il braccio era leggermente più indietro rispetto alla gamba ma con i consigli della Fisioterapista Arianna e il supporto di tutti i ragazzi della mia TIP, la stimolammo il più possibile per renderla sempre più autonoma, citando le parole del Professor. Giorgio e della Dottoressa Federica con entrambe gli occhi leggermente lucidi : “Bianca ci sta dando delle grandi soddisfazioni!” con quelle parole sapevo che saremmo tornate a casa a breve, e così accadde. Il nostro quarantottesimo giorno di Tip la Dottoressa Silvia decise di farci uno dei regali più belli, il quarantottesimo giorno lo passammo fuori, a camminare e a coccolare la nostra amata cagnolina Titti, insieme alla tanto amata Zia Very…dopo poco ci spostarono in reparto e con gli occhi pieni di lacrime piansi quando mi chiusi alle spalle la porta rossa della TIP.Dopo 50 giorni di degenza al Policlinico Gemelli rimettemmo piede nella nostra amata casa. Non avrò mai abbastanza fiato in gola e inchiostro in una penna per parlare e scrivere dei miei angeli senza le ali, se Bianca è viva è grazie a loro…ed io con lei. La mia TIP non è solo un reparto, per me, per noi è una famiglia. A voi miei supereroi…
Grazie!
A Silvia,Luca,Marco,Orazio,Federica,Tony,Aldo,Enzo,Sonia,Ersilia,al Prof. Giorgio, Michelle, Benedetta, le mie due Stefy, ad Anna,a Cristina, a Serena, a Lidia, a Elisa, a Vittoria, ad Alessio, a Marco, ad Ilario, alle mie due Daniela, a Nila, a Bianca, a Chiara, a Giorgia e a Lucrezia.
A tutti gli ausiliari Giulia, Stefania e Massimo e a tutti i Barellisti…ultimi ma non per importanza tutti gli specializzandi.
Grazie,Federica Nannelli
Mamma di Bianca Basili Nannelli
Letto 3 TIP
TESTIMONIANZE

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